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Il Territorio

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Cenni Storici

Tracce della presenza etrusca sono rilevabili sulle due isole che fanno parte del lago di Bolsena, in particolare sull'isola Bisentina, dove la presenza di insediamenti etruschi è testimoniata da ritrovamenti di tombe e vasellame databili al VI secolo a.C.
Quando i Romani, nella loro espansione verso i territori dell'area tiberina e della costa tirrenica, distrussero definitivamente l'etrusca Velzna (l'attuale Orvieto) nel 264 a.C., gli scampati scesero a popolare le sponde nord-orientali del lago di Bolsena. Sorse così Volsinii Novi.
In seguito, quando Volsinii fu compresa nel tracciato della Via Cassia iniziò la "civilizzazione" romana e, alla fine della Guerra Sociale (89 a.C), l'integrazione di Volsinii al mondo romano fu completa,
con la sua elevazione a Municipio. Importanti testimonianze paleocristiane, quali le Catacombe di Santa Cristina e quelle di Gratte, (attive nel IV e V secolo d.C.), documentano in Bolsena la presenza di una numerosa comunità cristiana molto attiva, sorta intorno al culto di Santa Cristina, anche se ancora fortemente attaccata alle tradizioni pagane.
Bolsena venne rasa al suolo dai Longobardi nella seconda metà del VI secolo d.C.; i superstiti delle terribili incursioni abbandonarono la città romana e costruirono un nuovo borgo, un primo modesto nucleo abitato, sulla rupe che ancora oggi ospita il quartiere medievale. Alla fine della dominazione longobarda, Bolsena entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa, sotto la diocesi di Orvieto di cui divenne in pratica una proprietà; infatti, nel 1398 il papa Bonifacio IX la concesse in vicariato ai Monaldeschi della Cervara, che ne ebbero il possesso fino alla metà del XV secolo.
All'epoca dei Monaldeschi risale la rocca che domina la rupe attorno alla quale si stringe il borgo medievale; essa fu fatta costruire sul finire del XIV secolo dai Monaldeschi, come roccaforte del loro dominio su Bolsena. Nel 1263, essendo papa in Orvieto Urbano IV, avvenne a Bolsena
quel Miracolo eucaristico la cui fama si diffuse rapidamente nel mondo cristiano e che sollecitò il pontefice ad istituire, con la Bolla transitums de hoc mundo, la festività del Corpus Domini, affidando a Tommaso d'Aquino la stesura dell'Ufficiatura e della Messa per questa nuova solenne festività. Nel corso del Rinascimento, la storia di Bolsena procede parallelamente a quella del Papato.
Bolsena fu a quell'epoca meta ambita di illustri personaggi, dal cardinale Giovanni de' Medici, il futuro Leone X, alla cui volontà dobbiamo la costruzione della facciata della Chiesa di Santa Cristina (fine del XV secolo), al cardinale Tiberio Crispo che, intorno alla metà del '500, fece erigere il palazzo che porta il suo nome, come residenza del Cardinale Legato del Patrimonio che aveva sede appunto a Bolsena; dal Pontefice Pio II Piccolomini a Paolo III Farnese

IL LAGO
Il più grande d'Italia di origine vulcanica, luminoso in ogni suo angolo, presenta eccezionali qualità di trasparenza delle acque, grazie al fatto che le grandi industrie inquinanti non si sono mai impiantate all'interno del bacino. Tant'è che i pescatori usano ancora l'acqua del lago per cuocere la "Sbroscia", così viene chiamata la caratteristica zuppa di pesce locale. Perla del lago e del patrimonio artistico italiano è l'isola Bisentina, già residenza estiva papale, di recente restituita all'ammirazione del pubblico attraverso visite guidate.
La pesca è una delle attività preminenti di Bolsena, praticata dai pescatori locali ancora con le caratteristiche barche triangolari a fondo piatto e le grandi reti coniche (altavelli).

ITINERARI TURISTICO CULTURALI
Non si può sostare a Bolsena senza effettuare gite nei dintorni. Poco distanti Todi, Deruta, Assisi e Gubbio. Nella direzione di Terni raggiungerete agevolmente Narni, Spoleto e Foligno.
Valicando il confine con la Toscana, subito dopo Acquapendente, potrete visitare le cittadine della Val d'Orcia, S.Quirico,Montalcino, Montepulciano ,Pienza fino a giungere a Siena.
Molto suggestiva sarà la visita a Civita di Bagnoregio,(10 Km da Bolsena) con il suo borgo medievale e la straordinaria veduta sui calanchi.
Da Montefiascone si scende per Viterbo, capoluogo della provincia, dove è d'obbligo una visita al quartiere medioevale, al santuario di Santa Rosa, ai Musei e al Palazzo dei Papi , splendida costruzione e simbolo della città,sede del primo e più lungo conclave nella storia dei Papi della Chiesa cattolica.
In direzione di La Quercia si trova il Santuario della Madonna di La Quercia costruito da Giuliano e Antonio Sangallo , la cui facciata rinascimentale ha nei tre portali tre lunette di Andrea della Robbia (1507). E ancora il Parco dei Mostri di Bomarzo ,sculture in pietra realizzate alla fine del XVI secolo da Vicino Orsini., il Palazzo Doria Pamphilj a San Martino al Cimino, l'antico borgo di Vitorchiano. Tra le manifestazioni culturali, da segnalare la stagione estiva del teatro romano di Ferento. Per chi vuole sfruttare il benessere delle acque termali, a pochi minuti di macchina dall'azienda, sono presenti i centri termali di Viterbo, San Casciano dei Bagni, Bagno Vignoni e Saturnia. Numerosissime sono poi le iniziative enogastronomiche in tutta la provincia di Viterbo, con l'Est!Est!!Est!!!,il Falesco, l'Aleatico e l'olio extravergine, nocciole, castagne, funghi e il pesce del lago in primo piano.



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